31 gennaio 2019

Forse un giorno

Resto qui seduto davanti allo schermo del computer. Guardo un film, ascolto musica, lavoro. Solita routine quotidiana. Lì fuori è freddo. Il vento è gelido e i fiocchi di neve cadono al suolo. La luna sembra ora addormentarsi per fare spazio al sole. Un nuovo giorno. Consueta routine. Intrappolato in uno schermo. Fermo ed immobile come un palo della luce ad attendere una nuova scossa elettrica per illuminare la notte. La grandine diventa tempesta. Il mare muove le sue onde rapide e silenziose. Sospesa come un’isola, una barca fluttua tra le onde. Nessun porto risponde. MAYDAY. MAYDAY. Uomini, donne e bambini. Uomini donne e bambini. Un letto, una stanza, un vetro. Tre bagni. 47 persone. Un vetro da cui guardare. Come è immenso il mare. Lontana e meravigliosa devastazione è la terra. I gabbiani liberi volano nel cielo. Il mio cuore in gabbia. Il mio cuore in gabbia. Che ne sarà di noi? Che ne sarà di me? Ci rimanderanno tutti a casa. Ci spingeranno tutti via. Lacrime. Sangue e lacrime. Dolore e angoscia. Ansia e rabbia. Perché siamo qui? Cosa vogliono da noi? Lì fuori. Lì fuori?! C’è nessuno? Dove siete? Lacrime e angoscia. Lacrime e angoscia.  Cos’è questa solitudine? Alle 15.40 del pomeriggio portano dei viveri. Pane ed acqua. Acqua e pane. È la solita routine. In pochi metri quadri a mangiare appena del pane e a sorseggiare la poca acqua. Ridatemi la palla e i miei amici. Ridatemi il calcio e la porta fatta con due pietre disposte sul terreno. Ridatemi la possibilità di roteare col pallone e far finta, per gioco, di essere Messi. Ridatemi la danza classica, e la gioia innata che fuoriesce dal ballo.  dov’è la mia musica? Ridatemi la luce. Qui ho una nausea orrenda. Mohamed non ha più fame. Ha smesso di mangiare da 48 ore. Kendrick non riesce più a chiudere gli occhi infestati da lacrime e incubi. Il cuore è in trappola. Jeena è incinta. A qualcuno frega qualcosa? Qui fuori!!! Jeenna è incinta A QUALCUNO FREGA QUALCOOOSSAAAAAA??????? La terra è lontana. Neppure un monte a rispondere con una eco. Solo il silenzio e il battito d’ali e il canto di gabbiani. Io e te. Tu ed io. Distanti miglia nautiche o vicini di stanza. Tu ed io chi siamo? Siamo umani? Cosa sentiamo? Solo un grande vuoto che divora l’anima. Tu amico dove sei? Ancora anneghi i tuoi occhi nello schermo luminescente di un pc? Dove sei? Loro ci hanno abbandonato e tu? Lontani miglia ci ricongiungiamo nella scrittura. Due esseri lontani. Sperimentiamo la telepatia letteraria. Non ci resta che far questo per raggiungere un’isola deserta circondata da onde silenziose. Devo lasciarti amico. Devo davvero andare. Non mi resta, per il momento, che abbandonare il mio cuore oltre le stelle. Un giorno sarà di nuovo terra, un giorno, forse, di nuovo  vita.  

Moustafa Aboub

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Categoria

scrittura creativa