Per quanto impercettibile e delicata, se hai regalato un’emozione ad una persona hai dato alla tua vita uno scopo. Pensavo <Tutte troiate.> mentre leggevo un articolo di una scrittrice asiatica che si aggrappava a chissà che sorta di religione orientale per dar una spiegazione a ciò che non si poteva spiegare. <Tutte troiate.> pensavo tra me e me, finchè aspettavo seduto in silenzio che il parrucchiere finisse di tagliare i capelli alla ragazza che avevo davanti. Ogni tanto lanciavo un’occhiata al parrucchiere distraendo lo sguardo dalla lettura, sperando che per colpa di un errore infilzasse la ragazza. Ero soprafatto dalla monotonia, ed anche un atto di violenza estrema avrebbe potuto cambiarmi la giornata, non migliorarla ma per lo meno smuoverla. In fin dei conti a regalare un’emozione ci riescon tutti. Riflettendo su ciò che avevo appena letto, pensavo “Pure ‘sto parucchiere accorciando i capelli di quella stronza le sta regalando un emozione”… Bha tutte stronzate affermai nella mia testa imperterrito e sicuro che nulla avrebbe smosso il mio pensiero. Erano le cinque del pomeriggio di un venerdì d’estate, si crepava dal caldo e non vedevo l’ora di uscire da ‘sto buco di merda in cui mancava pure l’aria condizionata. Quest’ultimo era tristemente situato affianco ad un sexy shop. Pensavo “Che squallore, potevano trovare un posto un po migliore”. Pensavo alle vecchie che andavano a farsi regalare un’emozione dal parrucchiere, passavano davanti al sexy shop ed erano obbligate a vedere cazzi finti e lingerie erotiche addosso a manichini che erano l’opposto di loro, sentendosi in colpa perche non avrebbero più avuto l’occasione di indossarle per il proprio uomo poiché diventate dei cumuli di grasso. Pensavo “Che schifo la vita”, non volevo invecchiare almeno non così, non come loro. Volevo rimanere giovane e spensierato, non volevo angustiarmi delle responsabilità che annientano l’uomo. Volevo vivere di emozioni, farmi regalare emozioni ed emozionare, sì era quello che desideravo. In quel momento sentii <Ragazzo ragazzo è il tuo turno.> Tutto sparì in un opaco ricordo. Vidi che la ragazza era ancora viva e più contenta che mai per la nuova acconciatura. Mi sedetti. Aspettai che cominciasse con me. Sperando di essere un po più fortunato della ragazza e che quelle forbici affondassero la mia di gola.

Tyler Vanòk

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Categoria

scrittura creativa

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