Prove d’esistenza


 

Ida
Sogna il mare che la cullò
in fasce di lino bianche
Ricorda la ruvidezza delle pietre joniche
che la levigarono
quando l’amor di giovinezza
le dava un sorriso di libertà
Scuote i suoi occhi al cielo
alternando preghiere e bestemmie
Ed è Madre
Ed è sola
Arrotola le dita e ne fa pugni innervati
Gli alberi aggraziati
soffiano un vento che non è più
e mi racconta di un tempo che più non le appartiene
Coi suoi occhi illacrimati se ne va
fischiando un motivo che la illude d’essere
Sfollata rastrella la sua ultima stagione
Ramificazione d’illusioni

 

Nascita
Queste quattro ali di fumo
m’annebbiano e mi cancellano

Fuori riposa come una dama
in un caldo abbraccio di stelle
una luna d’azzurr’oro dipinta
Due amanti si raccontano
e si lasciano scivolare addosso
sulla loro pelle la notte
Avranno amore da scambiarsi
I loro sessi si confonderanno
l’uno nell’altro come versi
d’una poesia che non ha fine

E sarà giorno ed io scoprirò
la mia assenza

 

Divenire
Mi trasmuto
in gocciole
di pioggia
Come pianto
dal cielo
vengo giù

Divenire
donando al sole
i mie specchi

Arcobaleno

 

La notte si dipinge
La notte si dipinge
d’invisibili sguardi
La luna divora
sogni estremi
Lenzuola calde
d’amore
Silenziosi sorseggi
di speranze
Un sussulto
per dirsi addio
Il domani
che tarda ad arrivare

 

Lama di verso
Lama di verso
Un seme
un fiore
un frutto
Un seme
Il nulla
La tua esistenza è assenza

 

Mancanza
Tu non sai che la tua mancanza

Dacché l’uomo è nulla che si soffre
La sua pienezza è nel vuoto rimastogli

 

Quieto vento
Quieto vento

Notte d’estate

Mi accarezzo
in silenzio
l’anima

In questo trambusto
di stelle
nasce la luna
ed io fuggo
oltre il disfacimento
del cielo

 

Francesco Cavallo